Altro imprenditore salvato dalla morsa dei debiti: la liquidazione controllata con continuità lavorativa come strumento di ripartenza!
- Avvocato Floriana Baldino

- 4 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 5 lug
Il sovraindebitamento è la condizione di chi non riesce più a far fronte regolarmente ai propri debiti, perché le obbligazioni assunte sono sproporzionate rispetto al reddito e al patrimonio disponibile. Il sovraindebitamento riguarda non soltanto il consumatore, ma anche il professionista, il piccolo imprenditore e chiunque che, pur continuando a lavorare, resta bloccato da debiti fiscali, previdenziali, finanziari e bancari assunti ormai non più sostenibili.
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha introdotto strumenti pensati per offrire al debitore meritevole una concreta possibilità di ripartenza. Tra questi, la liquidazione controllata consente di regolarizzare la posizione debitoria sotto il controllo del Tribunale, destinando ai creditori ciò che è effettivamente sostenibile per il soggetto sovraindebitato e tutelando, quando è possibile, la continuità dell’attività lavorativa.
In una recente procedura, lo scrivente Avvocato, Filomena, alias Floriana Baldino, nominata Gestore della crisi dall’Organismo Presidium Debitores di Roma ha trattato il caso di un professionista con una debitoria di oltre 300.000,00 euro che non riusciva più a far fronte ai debiti maturati medio tempore, e rischiava continui pignoramenti da parte dei suoi creditori, compreso lo Stato. Il caso trattato dalla scrivente, riguardava un professionista che, sin da giovanissimo, era stato formalmente coinvolto in un’attività imprenditoriale di fatto gestita dal padre, maturando nel tempo un’importante esposizione debitoria fiscale e previdenziale, pur a fronte di redditi personali contenuti e di un’attività professionale ancora in essere.
La liquidazione controllata con continuità lavorativa ha consentito di evitare che la procedura si traducesse in una mera paralisi economica del debitore. Al contrario, la prosecuzione dell’attività professionale è divenuta lo strumento attraverso il quale garantire, nei limiti del possibile, il soddisfacimento dei creditori e, al tempo stesso, il mantenimento di una vita dignitosa.
Questa vicenda dimostra come la normativa sul sovraindebitamento non sia uno strumento di facile liberazione dai debiti, ma un presidio di giustizia economica: permette di distinguere chi ha agito con correttezza da chi ha abusato del credito e consente al debitore meritevole di rientrare nel circuito produttivo, senza restare definitivamente escluso dalla vita economica e sociale.
La norma prevede la c.d.. “seconda chance” ovvero la possibilità di trasformare una situazione di crisi irreversibile in un percorso ordinato, controllato e possibile di ripartenza economica e lavorativa.
In allegato la sentenza ottenuta dall'organismo, Presidium Debitores, attraverso la nomina dello scrivete Avvocato nella qualità di gestore.





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